Barbara Bonomi Romagnoli | 2003 aprile
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Modello Kosovo – intervista a Nuccio Iovene

Una guerra lampo questa volta in Iraq. Di nuovo sono state colpite case, mercati e strade, per esportare democrazia e diritti. I riflettori sono puntati su Baghdad e sembra che i media abbiano dimenticato la guerra “umanitaria” in Kosovo, per molti versi simile in modo inquietante alla guerra attuale: dalla debolezza sostanziale delle istituzioni sovranazionali [fu la Nato, e non l’Onu, a fare guerra alla Serbia] e, a conclusione dei bombardamenti, la necessità di tenere lì migliaia di militari che ancora oggi, quasi quattro anni dopo, presidiano la vita quotidiana di centinaia di migliaia di persone che non riescono a ritrovare la loro normalità”.
Nuccio Iovene è senatore dei Ds e membro della Commissione straordinaria per la promozione e la tutela dei diritti umani. È di ritorno da una missione di tre giorni in Kosovo, e si chiede se, dinanzi a questo scenario “l’Europa che avremo, quella dei venticinque paesi, può essere indifferente a questo buco nero”. Carta ha raccolto le sue impressioni di viaggio, tra Pristina, Mitrovica, Pec e i tanti villaggi sparsi per il paese.

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