Barbara Bonomi Romagnoli | 2007 giugno
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Orrorismo, ovvero della violenza sull’inerme – intervista ad Adriana Cavarero

Non sempre le parole riescono a restituirci le cose e gli accadimenti che ruotano attorno alle nostre esistenze. Capita che si proceda in maniera incerta, si utilizzi un linguaggio approssimativo, ma in alcune situazioni ciò è anche il sintomo di una mancata presa di responsabilità. È il caso, tra gli altri, della politica che resta muta o parla impropriamente dell’orrore che quotidianamente colpisce vittime inermi. Adriana Cavarero, docente di filosofia politica all’Università di Verona, femminista e tra le fondatrici della Comunità filosofica “Diotima”, ha ragionato attorno a queste tematiche nel suo ultimo libro “Orrorismo, ovvero della violenza sull’inerme” (Feltrinelli, 170 pag. 14 euro).

La naturale regalità dell’appartenere a me stessa – intervista a Gabriella Ghermandi

Condividere la memoria che riguarda due popoli, senza omettere nulla né puntare il dito, ma far parlare le contraddizioni e, oltre quelle, guardare al futuro. Questo ho pensato dopo aver chiuso il bel romanzo di Gabriella Ghermandi (Regina di fiori e di perle, Donzelli editore, 264 pag., 21 euro) che racconta dell’occupazione italiana in Etiopia. Nel leggerlo sembra di stare attorno a un tavolo ad ascoltare qualche vecchio di famiglia. Nella finzione letteraria la protagonista che raccoglie le storie, dopo averlo promesso al vecchio Jacob, è Mahlet, bimba cresciuta in Etiopia e divenuta donna in Italia. Ricorda un po’ la vita dell’autrice, che ci spiega come è nato questo romanzo, una sorta di musica scritta per essere cantata a più voci.

La lettera. Di una donna – Una riflessione a partire dalla “lettera di dimissioni” di Cindy Sheehan

Non è un caso che sia una donna, ho pensato dopo aver letto la lettera di Cindy Sheehan. Perché sono pochi gli uomini, a mia memoria, che avrebbero scritto righe così lucide pur nel dolore e nella delusione e avrebbero accettato così pacatamente il limite del corpo, prima che della mente, che dice basta.

Passaggi di tempo – Intervista ad Andrea Ferrari

In una città a noi sconosciuta ma dal sapore mediterraneo, Philippe Ravassard viene a sapere, pochi mesi prima, che morirà attorno ai primi di ottobre del 1933. Nel tempo che gli resta da vivere decide di provare ad allungare la sua vita. Per questo stipula un curioso contratto con il notaio Fernando Ramirez y Nebòd, che soffre di una forte insonnia causata dalla scarsezza di ricordi. Ravassard cederà a Ramirez le tante storie del suo passato e il notaio in cambio gli darà del tempo in più da vivere. Attorno a questo patto si snoda la trama di Passaggi di tempo (Fazi editore, pp. 125, euro 14,50), esordio letterario di Andrea Ferrari e uno dei volumi candidati al premio Strega 2007.

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