Barbara Bonomi Romagnoli | 2015 maggio
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A Roma Genderotica 2015, contaminazioni di arte queer

All’Eur c’è chi si preoccupa – il minisindaco Pd e il prefetto – di decoro nelle strade riferito al tema della prostituzione e come unica soluzione propone l’ennesima ordinanza in chiave securitaria che oltre a essere lesiva dei diritti delle/dei sexworkers continua ad alimentare un dibattito in chiave puramente moralista e repressiva.
A San Lorenzo, presso gli gli spazi di Nuovo Cinema Palazzo e Esc Atelier, c’è invece chi organizza – il collettivo Eyes Wild Drag – la quarta edizione del “Festival GendErotica. Contaminazioni di arte queer” che già dal titolo annuncia l’esistenza di una altra città e di una altra cittadinanza, aperta al confronto e al dibattito sui temi della sessualità, del genere, transessualismo, corpo ed erotismo, anche in chiave post-pornografica.

Ascoltate cosa abbiamo da dire. Prostituzione e dintorni: il “piano” (sempre rimandato) del governo, una chiacchierata con Pia Covre e gli appuntamenti del 30 aprile a Roma

Il dibattito su prostituzione e dintorni è acceso, fuori e dentro il Parlamento, e la politica non manca di fare annunci. Come quello fatto il 16 aprile scorso da Giovanna Martelli, consigliera del presidente del Consiglio per le Pari Opportunità che in una nota stampa afferma: «Il Governo presto emanerà il Piano nazionale di contrasto alla tratta e alla prostituzione. Ma si apra una riflessione anche sugli utilizzatori finali». E aggiunge: «È precisa intenzione del governo licenziare in breve tempo il Piano Nazionale di contrasto al fenomeno della tratta. Questo è un passaggio fondamentale senza il quale non possiamo pensare di affrontare la forma peggiore di sfruttamento umano, quella che vede i corpi di donne e uomini venduti e comprati come puri strumenti, “produzione di valore”, da impiegare nel mercato, come mano d’opera a basso costo, come corpi da smembrare per l’espianto di organi, come corpi da offrire come oggetti di piacere». Alla richiesta di maggiori dettagli, informazioni su tempi e contenuti del “Piano” in questione, e se sono state contattate le dirette interessate, la consigliera Martelli non risponde.

Peccato. Allora rivolgo la domanda alle Lucciole di Pordenone, ossia il Comitato per i diritti civili delle prostitute (Cdcp) da decenni in prima linea con un prezioso lavoro culturale e politico per migliorare la condizione di chi si prostituisce, ma soprattutto per ribadire che qualunque sia la propria posizione non può venire meno il rispetto della dignità e dei diritti delle/dei sex workers. Non è una questione da poco considerando che anche nei movimenti delle donne e femministi ci sono posizioni oltranziste, guai a dire «Sex work is work».

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