Barbara Bonomi Romagnoli | Barbara Bonomi Romagnoli
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Letture di inizio anno

«La bipolarità di un padre è un coltello lanciato nel vuoto ma verso di te che ne sei la figlia. Mio padre è pianti convulsi e disperati, si getta addosso, grida di avere pietà di lui per concedergli il tuo corpo, come se aggrapparsi ad esso potesse riportarlo alla serenità.[…] Mia madre invece è la donna che con l’età della consapevolezza ho scelto sempre di chiamare Lina, perché mi piace. E Lina, sì, perché crescendo ho anche creduto che “mamma o madre” fossero di un’intimità che non eravamo in grado di poterci permettere. Non ancora. Mia madre è la moglie di mio padre. È il sacrificio che l’ha allontanata dalla sua stessa vita, quella di donna. […] Mia madre è l’assenza nella mia vita e l’ossessione in quella di mio padre».

Nel suo romanzo d’esordio Isabella Borghese, giornalista, racconta la storia di Francesca, una vita segnata dalla malattia del padre e da amori contrastanti che mettono in gioco la sua identità sessuale, storie di sentimenti che restano sullo sfondo ma che le permettono di trovare la sua strada per decidere della sua vita. È il racconto in prima persona di una patalogia, la depressione bipolare, di cui si parla poco, soprattutto di cosa significa viverla quotidianamente come figlia. È la storia di una emancipazione sofferta ma necessaria. Una scrittura pulita, che promette bene.

Isabella Borghese, Dalla sua parte, Edizioni Ensemble, 2013, 192 pagine 15 euro

Bambine che partoriscono bambine

Ogni giorno, 20.000 ragazze sotto i 18 anni partoriscono nei Paesi in via di sviluppo. Nove nascite su 10 avvengono all’interno di un matrimonio o di un’unione stabile, nonostante si tratti di minorenni. Le giovani sotto i 15 anni che diventano madri sono 2 milioni del totale annuo di 7,3 milioni di mamme adolescenti; se non si interviene seriamente, il numero di nascite da ragazze sotto i 15 anni potrebbe salire a 3 milioni l’anno nel 2030.

Paestum 2013: le età del femminismo

Femminile Plurale [Fp] è un luogo virtuale, un blog nel quale trovare spunti e riflessioni su questioni di genere, di storia delle donne, di femminismo. Le donne che lo curano, tutte trentenni, sono anche tra le firmatarie della lettera di invito di Paestum 2013, scritta con altre giovani femministe, che propone come tema la libertà nelle condizioni concrete di vita, oggi segnata della precarietà, per rimettere al centro della politica le relazioni e le persone: «Il femminismo, oggi come ieri, è una lotta di libertà, un desiderio di rivoluzione.
Paestum 2013 nasce quindi da un’urgenza, l’urgenza di incontrarsi, proporre alternative, l’urgenza di trovare una strada che ci permetta di essere libere… Libere davvero. Libertà è poter essere, poter scegliere, poter desiderare. È una pulsione naturale, un bisogno palpabile, una lotta irrinunciabile. Voglia di libertà è quello sguardo sul mondo che rivendica un diverso stato delle cose».

25 novembre: Scioperiamo. Per fermare la Cultura della violenza – Adesioni all’appello

Per aderire mandare mail con nome e città a scioperodonne2013@gmail.com

Lo sciopero si articolerà  su tre azioni congiunte e/o separate (l’una non esclude le altre).
1.       Lenzuola e/o pezzi di stoffa rossi esposti dai balconi e/o
dalle finestre
2.       15 minuti di silenzio, in piedi, interrompendo qualunque
attività di lavoro si stia svolgendo
3.       Manifestazioni territoriali di piazza organizzate localmente
(con eventuale corteo)

[qui il testo dell’appello http://www.barbararomagnoli.info/scioperiamo-per-fermare-la-cultura-della-violenza/]

Qui le adesioni in continuo aggiornamento

Monica Lanfranco, giornalista femminista, formatrice sui temi della differenza di genere, direttrice di “Marea”; Vanna Palumbo, giornalista, Roma; Marilù Mastrogiovanni, giornalista, direttrice “Il Tacco d’Italia”, Lecce; Piera Cavini; Maria Grazia Del Bene; Corina Guart; Barbara Pedron, giornalista “Intimità”; Laura Barsottini; Tiziana Bartolini, giornalista, direttrice “Noi Donne”, Roma; Liana Borghi; Silvia Acquistapace; Luisa Laurelli, comitato garanzia “Casa internazionale delle donne” di Roma, redattrice “Turboarte”; Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice, autrice e conduttrice radiofonica; Stefania Incagnoli; Daniele Barbieri, Imola;

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