Barbara Bonomi Romagnoli | Barbara Bonomi Romagnoli
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Quante trame sul tappeto – Seh Zan, il cinema persiano al Medfilmfestival

Tre donne: una nonna, una madre, una figlia. Tre generazioni che raccontano l’Iran di oggi tra tradizione e modernità, insieme a loro il tappeto, simbolo di un antico patrimonio culturale in trasformazione e un viaggio che da Teheran arriva alle regioni desertiche di questo grande paese, per riportare a casa la più piccola in fuga.

È questo il tema scelto da Manijeh Hekmat, una delle registe più interessanti nel panorama del cinema iraniano degli ultimi decenni, per il suo secondo lungometraggio Seh Zan [3 Women] presentato alla XIV edizione del Medfilmfestival di Roma. Hekmat, come sceneggiatrice e aiuto regista ha lavorato in oltre venticinque film, tra i quali The Girl in the Sneakers, film tedesco ambientato nel Kurdistan iraniano.

Sfidare gli oppressori con la compassione – intervista ad Alan Clements

Non lesina parole, ha voglia di raccontare e lo fa con pacatezza e passione assieme. Alan Clements è un giornalista statunitense e non ha ancora chiaro il perché sia diventato monaco buddista. A distanza di trent’anni dalla sua scelta è sicuro che allora, negli anni Settanta, ovunque si girasse vedeva “solo guerre, genocidi, stupri e degrado. Politici che non facevano che mentire, interessi societari programmati solo per rispondere alle necessità di alcune lobby. Mi sentivo un alieno, tutto questo non mi apparteneva. Se non fossi stato così attento a quello che mi accadeva intorno probabilmente sarei diventato anche io così, avrei vissuto a Washington, con due figli e un garage, magari sarei diventato anche un diplomatico…”.

Non ci sono parole per la gente del secolo scorso – Intervista a Zhang Jie

Vincitrice nel 1989 del premio letterario internazionale Malaparte e candidata al Nobel per la letteratura, Zhang Jie è tornata in Italia per presentare il suo ultimo romanzo [Senza Parole, Salani editore, 316 pagine, 16,80 euro] che nella traduzione italiana è uscito in un solo volume, mentre la versione cinese è di oltre 800mila caratteri.

Gli orizzonti della Birmania – La rivoluzione nonviolenta color zafferano

Lo scorso anno le immagini in tempo reale fecero il giro del mondo e non pochi giornali dedicarono la copertina alla “rivoluzione zafferano”, chiamata così per via del colore degli abiti dei monaci e delle monache che hanno manifestato con azioni nonviolente contro il regime dittatoriale da decenni al potere in Birmania.

Tra di loro c’era anche U Gambira, giovane monaco che riuscì prima a fuggire dopo la violenta repressione del governo e poi venne arrestato e recluso nel carcere di Insein a Rangoon, penitenziario noto per le torture a cui vengono sottoposti i prigionieri.

Finanziaria smemorata – Le politiche ambientali del Governo

Il Berlusconi IV ha giocato d’anticipo una carta importante: il Documento di programmazione economica (Dpef) per il triennio 2009-11 è stato varato prima della pausa estiva con una procedura inconsueta che ha permesso di approvare negli ormai famosi 9 minuti un testo a dir poco complesso. Al momento di scrivere, fonti del ministero dell’Economia sostengono che dovrebbe essere confermato il disegno di legge illustrato in agosto al Consiglio dei ministri.

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