Barbara Bonomi Romagnoli | book
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La doppia vita della storica – Intervista a Emma Baeri

La prima cosa che colpisce, prendendo in mano il volume Dividua. Femminismo e cittadinanza  è un dettaglio: il doppio cognome, Baeri Parisi. Indipendentemente dalla mancata legge in Italia sul cognome materno, Emma Baeri Parisi già da tempo li usa entrambi: è la volontà di una femminista che desidera ricordare i cognomi delle sue bisnonne, delle nonne, della madre e delle figlie, come recita la dedica. Ad accompagnarla in questa scelta anche due giovani donne, Elena Caruso Raciti e Antonia Cosentino Leone che hanno letto – e commentato – per prime il testo. Il libro, infatti, raccoglie interventi, saggi e riflessioni che Baeri ha svolto negli ultimi decenni su diversi temi, uno su tutti la piena cittadinanza delle donne, che sia finalmente compiuta. Il suo intento nasce dalla pratica femminista, vissuta a più riprese, e dalle sue ricerche come in-segnante universitaria [Emma quando parla fa una pausa e fa il gesto del mettere un segno, da qui in-segnante, nel parlato e nello scritto], sperimentando anche nella didattica un nuovo modo di stare al mondo per donne e uomini, a partire da un nuovo modo per nominarsi e rappresentarsi. È anche la testimonianza – preziosa – di un dialogo fra donne di generazioni differenti e il desiderio tenace di produrre memoria, di lasciare impronte visibili, soprattutto condivisibili.

Letture di inizio anno

«La bipolarità di un padre è un coltello lanciato nel vuoto ma verso di te che ne sei la figlia. Mio padre è pianti convulsi e disperati, si getta addosso, grida di avere pietà di lui per concedergli il tuo corpo, come se aggrapparsi ad esso potesse riportarlo alla serenità.[…] Mia madre invece è la donna che con l’età della consapevolezza ho scelto sempre di chiamare Lina, perché mi piace. E Lina, sì, perché crescendo ho anche creduto che “mamma o madre” fossero di un’intimità che non eravamo in grado di poterci permettere. Non ancora. Mia madre è la moglie di mio padre. È il sacrificio che l’ha allontanata dalla sua stessa vita, quella di donna. […] Mia madre è l’assenza nella mia vita e l’ossessione in quella di mio padre».

Nel suo romanzo d’esordio Isabella Borghese, giornalista, racconta la storia di Francesca, una vita segnata dalla malattia del padre e da amori contrastanti che mettono in gioco la sua identità sessuale, storie di sentimenti che restano sullo sfondo ma che le permettono di trovare la sua strada per decidere della sua vita. È il racconto in prima persona di una patalogia, la depressione bipolare, di cui si parla poco, soprattutto di cosa significa viverla quotidianamente come figlia. È la storia di una emancipazione sofferta ma necessaria. Una scrittura pulita, che promette bene.

Isabella Borghese, Dalla sua parte, Edizioni Ensemble, 2013, 192 pagine 15 euro

Stasera mi butto, anzi buttiamoci insieme

«Quel mattino Giacomo aveva detto: “Se mai dovessi aprire un blog, lo chiamerei Disambiguando”. Bello, ho pensato; e quella frase mi è rimasta in testa.
Da sempre, quando scrivo/parlo/penso, cerco di essere chiara. Diceva Ray Carver: “Niente prosa dai vetri appannati”. “Niente trucchi da quattro soldi”.
E sia.

Il posto delle donne esiste, basta cercarlo

“Ciao Carmen, ho fatto, come ti vanno le cose.
È il mio maglione.
Come?
[…]
DAMMELO SUBITO O TI SPACCO LA FACCIA.
A quel punto ho avuto paura, non degli sguardi che avevamo addosso, e nemmeno di essere aggredita da Carmen. Ho avuto paura di come possono cambiare i sentimenti delle persone.
Come poteva qualcuno che mi aveva voluto bene odiarmi così. Mi sono tolta il giubbotto, ho levato il maglione e sono rimasta qualche minuto mezza nuda, col reggiseno e i jeans. Le ho dato il maglione, ho rimesso il giubbotto, ho pagato le mie birre e sono uscita dal bar”.

Il potere della maternità

Loredana Lipperini è instancabile, gira in lungo e largo l’Italia da quando, a fine febbraio, è uscito per Feltrinelli Di mamma ce n’è più d’una. Un saggio denso, pieno di dati, storie, citazioni, interrogativi e tentativi di risposta, su un tema che non è facile da districare: la maternità, fra ruoli, stereotipi e tendenze; fra destini più o meno scelti, equilibri precari e vite in sospeso fra ecopannolini e poppate; fra blog su cui riversare idee, ansie, consigli e sfoghi notturni.

Diventa la tua personaggia

Viene voglia di fare un gioco con le amiche, ognuna sceglie un personaggio e recita a soggetto. Viene voglia di leggerlo ad alta voce di fronte ad una classe di adolescenti che forse non ha sentito mai nominare la maggior parte delle donne che sono raccontate in queste pagine. Viene voglia di fare bookcrossing e lasciare una copia sulla panchina vicino casa.

E soprattutto non passa la voglia di leggerlo una volta che si è preso in mano.

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