Barbara Bonomi Romagnoli | move
25
archive,paged,category,category-move,category-25,paged-5,category-paged-5,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-1.6.1

Lettera dal carcere di Rebibbia

A giugno del 2012 Giulia Marziale, trentacinquenne abruzzese residente a Perugia, è stata arrestata insieme ad altri nell’ambito dell’inchiesta sul terrorismo internazionale portato avanti da presunte cellule anarchiche italiane, greche e spagnole.
Un’operazione condotta dai Ros e dal generale Ganzer, condannato in primo grado a 14 anni di prigione, 65mila euro di multa e interdizione perpetua dai pubblici uffici per traffico internazionale di droga. Evidentemente l’interdizione non è stata eseguita e, in attesa del processo d’appello e prima di andare in pensione, Ganzer ha chiuso la carriera con dieci arresti e ventiquattro denunce di presunti affiliati alla Federazione Anarchica Informale.

Committee on the Elimination of Discrimination against Women

Il governo italiano sotto esame dal Comitato Cedaw delle Nazioni Unite

Qui si trova il Rapporto Ombra sui diritti delle donne in Italia 2011

http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_content&view=article&id=17333:sintesi-rapporto-ombra-e-raccomandazioni-cedaw-2011&catid=187&Itemid=0

Siamo arrivate da pochi giorni a New York e già stiamo rifacendo le valigie per tornare in Italia, riabbracciare i nostri cari e rimetterci a lavorare. Non siamo state delle buone turiste per la grande mela, ma sicuramente la nostra presenza come piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW ” è un elemento di avanzamento per i diritti delle donne in Italia. Ma che cosa è la CEDAW? È un trattato, uno dei principali delle Nazioni unite, del 1979, sottoscritto da quasi tutti i Paesi del mondo, per assicurare l’applicazione e il pieno godimento dei diritti delle donne. L’Italia ha ratificato la Convenzione per l’Eliminazione di ogni discriminazione contro le donne nel 1985.

Punto G 2011 Genova Genere Globalizzazione

Per una società di donne e uomini equa, solidale, pacifica e democratica

15 giugno 2011

«La rivoluzione sarà femminista o non sarà». Sacrosante parole, in catalano nell’originale, divenute il punto di partenza anche delle Feministes indignades, gruppo di donne, femministe, lesbiche e trans che insieme hanno animato il movimento spagnolo sceso in piazza nelle ultime settimane contro la precarietà e le politiche neoliberiste, chiedendo un radicale cambiamento di rotta.

Per ora non so che farmene della Cosa Rossa – Assemblea generale della Sinistra a Roma

Nel 1989 avevo 15 anni, frequentavo il quinto ginnasio e rimasi turbata dall’aver ascoltato il timido professore di italiano che, all’indomani del crollo del muro di Berlino, arrivò tutto appassionato e iniziò a parlare senza riprendere fiato. Ci parlò di cose che io conoscevo poco, se non per nulla. È stato uno dei pochi che mi ha fatto capire chiaramente cosa significava essere di sinistra. Non solo con le parole, ma con i gesti che le accompagnavano e la cura e la passione nel trovare quelle giuste per far comprendere a...

Read More

Centocinquantamila donne – Manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne (2)

Sì è vero siamo incorreggibili, birichine, scalmanate e sciagurate. Siamo certamente pazze, nel voler scendere in piazza da sole e nel continuare a ripetere che la politica è anche–soprattutto–quella che fanno i movimenti e che si costruisce dal basso. A quanto pare siamo pure in tante: sabato abbiamo attraversato Roma in centocinquantamila, arrivate da tutta Italia. Siamo altresì testarde e, quando serve, di poche parole. E se abbiamo detto «no, è no».

La città delle donne – Manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne (1)

Nessun palco e nessun testimonial: sabato 24 novembre saremo in tante, tutte protagoniste. E’ una scelta politica per ribadire, se ce ne fosse ancora bisogno, che il movimento delle donne non ha bisogno di «cappelli», benedizioni o simili per scendere in piazza e riprendere parola pubblicamente. Infatti è bastato un tam tam tra collettivi, associazioni e centri antiviolenza per tessere una rete che man mano si è ampliata, portando dentro differenze e complessità che hanno arricchito un percorso che è certamente difficile ma possibile.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi