Barbara Bonomi Romagnoli | deep
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Né Max né Mara sono iscritti al sindacato – Un padre-padrone nella civile Reggio Emilia

[scritto in collaborazione con Massimiliano Boschi]

Confindustria raggruppa, su base volontaria, più di 110 mila imprese, ma tra queste non figura Max Mara. La casa di moda di Reggio Emilia, infatti, nonostante il fatturato vicino al miliardo di euro [1.900 miliardi delle vecchie lirette], le 1.200 boutiques in tutto il mondo, e i 2.700 dipendendi [dei quali l’80 per cento sono donne], è uscita nel 1976 dalla FederTessili, mantenendo comunque un forte peso nell’associazione industriale territoriale, per non riconoscere il Contratto collettivo nazionale di lavoro. Da allora non vi è più rientrata. Responsabile di questo scelta è il Cavalier Achille Maramotti, fondatore e padre padrone dell’azienda. Così, allo stato attuale, l’azienda non ha praticamente relazioni con il sindacato.

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