Barbara Bonomi Romagnoli | word
4
archive,category,category-word,category-4,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-1.6.1

La nostra Nig, la nostra schiava

«Nessuno l’avrebbe presa. Era nera, nessuno l’avrebbe amata. Sarebbe dovuta tornare e restare più che mai alla mercé della padrona». E non una padrona qualunque, ma una donna «altezzosa, turbolenta, lunatica e severa. In parole povere, una scorbutica in tutto e per tutto» che riversa sulla piccola Alfrado, detta Frado, e soprannominata Nig – diminutivo di nigger – una violenza inaudita e feroce per anni e anni, per niente smussata dalla finzione letteraria … la quale altro non è che la vicenda autobiografica di Harriet E. Wilson. Nata nel 1825 in...

Read More

Un Giro-Girotondo per non lasciare nessuno per terra

Chi di noi non ha giocato a girotondo? È un gioco aperto, accogliente, divertente.O almeno così dovrebbe essere. Andiamo tutti giù per terra ma poi ci rialziamo.A volte qualcosa va storto, nella tenera età e anche nell’adolescenza si può essere crudeli e l’esclusione diventa totale, ma si può continuare a insegnare alle bimbe e ai bimbi che nessun@ deve essere lasciato per terra. È questo l’intento di un bellissimo libro Giro Girotondo, appena pubblicato da Settenove (2019, pp 48, 14,50 €) con il patrocino di Amnesty International, rivolto ai bambini e alle bambine dai tre anni in su, scritto e ideato da Cristina Obber e illustrato da Silvia Vinciguerra, per sensibilizzare sul tema del bullismo.
Abbiamo incontrato le autrici alla presentazione al Senato della Repubblica, alla quale hanno partecipato anche i familiari di adolescenti che non hanno avuto la forza di reagire.

L’espresso che non vale un caffè

Ti si ferma lo sguardo su parole e immagine e subito hai un sussulto. Che la copertina faccia a pugni (chiusi come quelli delle Femen) con il titolo e l’inchiesta delle pagine interne, lo hanno già notato altre. Per il contrasto dei significati ma anche perché sono le solite tette a illustrarci “qualcosa” che dovrebbe, pur ammiccando agli uomini, riguardare solo le donne, come se la rivoluzione femminista non avesse riguardato, e non riguardi, l’altro sesso. Non solo, ogni volta che sento o leggo che “le donne hanno perso” mi dico che se perdono loro, perdono tutti.

“Le donne? Tutte viziose”. Christine de Pizan riscritta 600 anni dopo. Intervista a Silvia Ballestra

«Sembrano tutti parlare con la stessa bocca, tutti d’accordo nella medesima conclusione, che il comportamento delle donne è incline ad ogni tipo di vizio»: è da questa considerazione che Christine de Pizan, scrittrice francese di origine italiana della fine del Trecento, prende l’avvio per scrivere uno dei suoi testi più famosi, La città delle dame, in risposta a testi, a dir poco misogini, di Giovanni Boccaccio e Jean de Meung in cui si ripeteva che le femmine son tutte opportuniste, subdole e bugiarde.

Sono passati più di seicento anni e nonostante l’umanità abbia fatto diversi progressi, le donne, in stragrande maggioranza, sono ancora considerate di serie B, in molte fra le poche che raggiungono posizioni apicali lo fanno scimmiottando gli uomini e Chiese di varie fedi continuano a voler dire la loro su corpi e desideri femminili.

Chi sono i 30/40enni, alternativi, ma pure un po’ conformisti?

L’amicizia ai tempi di facebook ha molti volti, c’è chi nelle relazioni virtuali trova soddisfazione e godimento, chi è in bilico e cerca un equilibrio fra la tastiera e gli aperitivi in carne ed ossa, chi cerca nell’amicizia quel sostegno che non trova altrove, relazioni amicali che magari sostituiscano famiglie tradizionali incapaci di nuove forme di vita, di stare assieme senza schemi predefiniti: così accade nel nuovo romanzo di Paola Soriga, La stagione che verrà [Einaudi, 2015], dove Dora, Agata e Matteo, tutti originari della Sardegna, tornano a vivere nello stesso appartamento a Cagliari dopo essere stati diversi anni lontani dall’isola per studiare, viaggiare, lavorare.

Stasera mi butto, anzi buttiamoci insieme

«Quel mattino Giacomo aveva detto: “Se mai dovessi aprire un blog, lo chiamerei Disambiguando”. Bello, ho pensato; e quella frase mi è rimasta in testa.
Da sempre, quando scrivo/parlo/penso, cerco di essere chiara. Diceva Ray Carver: “Niente prosa dai vetri appannati”. “Niente trucchi da quattro soldi”.
E sia.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi