Barbara Bonomi Romagnoli | word
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Il bravo cantastorie – intervista a Vinicio Capossela

«Non si muore tutte le mattine» è il primo libro di Vinicio Capossela, cantastorie e affabulatore di parole e musica. Non è il solito romanzo, la trama è un intreccio di vicende che a volte si incrociano tra loro, a volte si concludono nel giro di poche pagine. Tutto ruota attorno all’impresa del vivere, dove ognuno ha la sua personalissima epica. Per trovarla basta seguire le istruzioni per l’uso suggerite dall’autore: «Prendere le pagine a etti, sfuse, a capitoli», seguire, ognuno come vuole, una trama che non c’è e immergersi nella quantità. A catturarvi saranno i protagonisti: i sollevatori di peso e i viaggiatori, i carcerati e i rebetici [il rebetico è una musica greca, viene dalla parola «rebet», ribelle], i migranti e gli animali del Chiavicone, Glenn Gould e Tony Castellano, gli alpini e Napoleone. In un via vai di luoghi e immagini reali o inventati: tangenziali, motel, la piana ipermercata, la balera di Maldonado, l’autobus per Sarajevo e gli scantinati. Abbiamo raggiunto Capossela tra un reading e l’altro, presentazioni nelle quali la musica accompagna un testo che si presta alle letture «partecipate».

Dal «Diario di un maestro» ai «malestanti» – Intervista a Marco Venditti, Luca Mandrile e Claudio Di Mambro

Un anno e mezzo di lavoro e più di cento ore di riprese sono il materiale «grezzo» dal quale Marco Venditti, Luca Mandrile e Claudio Di Mambro hanno ricavato «I malestanti, trent’anni dopo», documentario che racconta che fine hanno fatto gli allievi dell’attore Bruno Cirino, interprete di «Diario di un maestro», film ed esperimento di didattica alternativa girato in un quartiere popolare di Roma da Vittorio De Seta nel 1972. I bambini degli anni Settanta oggi hanno 45 anni, e vivono ancora a Tiburtino terzo o alla Torraccia: c’è chi è diventato ragioniere, chi fa lo speaker radiofonico, chi è responsabile della comunicazione al V municipio, chi ha un banco al mercato. Altri hanno alle spalle storie di droga e carcere. Il film è stato presentato in concorso a Roma al Tekfestival 2004, dove abbiamo incontrato i registi.

Le straniere di Algeri – intervista a Assia Djebar

Una terra dilaniata che fatica a riconquistare la pace. Così appare l’Algeria, non solo per la guerra civile che l’ha attraversata a lungo ma, anche, per le contraddizioni interne a una società di per sé complessa. Alla vigilia delle prossime elezioni, previste per l’8 aprile, il paese vive ancora sotto lo stato di emergenza proclamato nel 1992 per combattere il terrorismo islamico, e più di cento persone sono morte dall’inizio dell’anno, vittime di violenze non del tutto sedate. A raccontare quello che non sappiamo dell’Algeria, dall’indipendenza in poi, c’è Assia Djebar, scrittrice, e da alcuni anni insegnante di letteratura francofona alla New York University. L’abbiamo incontrata durante il suo soggiorno in Italia, ai primi di marzo, dove è stata protagonista dell’iniziativa «Dedica 2004», promossa dall’Associazione provinciale per la prosa di Pordenone.

«Di Indie ce ne sono molte. Ve ne racconto un frammento» – Intervista a Giuseppe Cederna

Giuseppe Cederna, attore di cinema e teatro, ci ha accolto sorridente nella sua casa romana. Gli abbiamo chiesto di raccontarci l’India che ha conosciuto e amato, tanto da scriverci un libro che uscirà in primavera per Feltrinelli. Le sue parole e il suo entusiasmo ci hanno portato lontano: sembrava di non essere più nel cuore di Roma, ma alle pendici dell’Himalaya, dove lui è stato anche quest’anno.

Una Band per Carta – intervista ai Têtes de Bois

Roma, Campo de’ Fiori. Il 15 febbraio 1992 nevicava. E sotto la neve i passanti furono attratti da un’insolita performance, proprio ai piedi della statua di Giordano Bruno: sei musicisti, un gruppo elettrogeno con un’ora di autonomia e l’anima della musica racchiusa in un furgoncino, un Fiat 615 del 1956. A suonare erano i Têtes de Bois, band romana composta da Andrea Satta [voce], Carlo Amato [basso], Luca De Carlo [tromba], Angelo Pelini [pianoforte], Maurizio Pizzardi [chitarra], e Gianni Di Rienzo [batteria]. Da allora i Têtes de Bois continuano a girare l’Italia. Con l’ultimo cd, «Ferrè, l’amore e la rivolta», hanno vinto il premio Tenco 2002, come migliori interpreti di musica d’autore.
Tra un viaggio e l’altro hanno incontrato anche Carta, hanno deciso di diventare soci, e il 19 settembre suoneranno a Roma per sostenere la «ricapitalizzazione» della nostra cooperativa. Abbiamo conversato con Andrea Satta,anche autore e traduttore dei testi, che ci ha raccontato la loro storia.

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