Barbara Bonomi Romagnoli | word
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Modello Kosovo – intervista a Nuccio Iovene

Una guerra lampo questa volta in Iraq. Di nuovo sono state colpite case, mercati e strade, per esportare democrazia e diritti. I riflettori sono puntati su Baghdad e sembra che i media abbiano dimenticato la guerra “umanitaria” in Kosovo, per molti versi simile in modo inquietante alla guerra attuale: dalla debolezza sostanziale delle istituzioni sovranazionali [fu la Nato, e non l’Onu, a fare guerra alla Serbia] e, a conclusione dei bombardamenti, la necessità di tenere lì migliaia di militari che ancora oggi, quasi quattro anni dopo, presidiano la vita quotidiana di centinaia di migliaia di persone che non riescono a ritrovare la loro normalità”.
Nuccio Iovene è senatore dei Ds e membro della Commissione straordinaria per la promozione e la tutela dei diritti umani. È di ritorno da una missione di tre giorni in Kosovo, e si chiede se, dinanzi a questo scenario “l’Europa che avremo, quella dei venticinque paesi, può essere indifferente a questo buco nero”. Carta ha raccolto le sue impressioni di viaggio, tra Pristina, Mitrovica, Pec e i tanti villaggi sparsi per il paese.

La carota deve sapere di carota – intervista a Jacopo Fo

“Rilassati e goditi la vita: te lo meriti… Ma ricordati, che anche le formiche hanno i loro diritti”. È il motto della libera università di Alcatraz che sta immersa nell’Umbria, dove dal 1981 si inneggia al vivere sano, possibilmente per tutti. Ma ci sono anche delle avvertenze, anzi venti buoni motivi per non andare ad Alcatraz. Tra questi si segnala ai gentili ospiti che il cibo “sarà anche sano ma manca di classe: pasta e fagioli, spezzatini, verdure crude e focacce”. Parola di Jacopo Fo & C.
Quindi, niente melanzane senza semi, patate resistenti agli insetti, fragole con il gene del pesce baltico per farle resistere al freddo, tabacco con il gene della lucciola e dello scorpione perché non faccia la muffa… In una sola parola, non c’è traccia di ogm [organismi geneticamente modificati] ad Alcatraz.

“Non mi sono ancora Espresso. Ecco cosa penso davvero di Berlusconi” – intervista a Dario Fo

«Nessuna Guerra è santa, nessuna guerra è giusta: Francesco d’Assisi, giullare di Dio, avrebbe detto questo e io lo ripeterò più volte, stasera a teatro». Dario Fo ci accoglie con queste parole, un po’ affaticato ma pungente come sempre. A Roma per un’intensa settimana di spettacoli con Franca Rame, da “Mistero buffo” a “Fabulazzo osceno”: festeggiano cinquant’anni di vita in comune. Per questo il Premio Nobel italiano non potrà andare a Porto Alegre, dove era stato invitato, “e avrei voluto essere lì”. Fo è convinto che “l’importante è non accettare il silenzio: bisogna manifestare non tanto nel senso di marciare, quanto di comunicare, rendere partecipe la gente, mettere in rete i saperi”. Soprattutto ora che al governo c’è Berlusconi, che tanto preoccupa anche i nostri colleghi della televisione France 2, insieme ai quali abbiamo chiesto a Fo di spiegarci meglio i suoi timori.

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