Barbara Bonomi Romagnoli | world
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Violenza sulle donne: chiamala col suo nome, si dice ginocidio – Un libro e un dossier

I dati non mancano, ufficiali e non, solo che sono schiacciati tra una generale indifferenza, la massima spettacolarizzazione – come sta accadendo nell’ennesimo caso di una giovane donna trovata morta – o restano alla mercè della cronaca nera. L’unico fatto che non cambia è la violenza contro le donne, che è sistematica ed endemica alla società che abitiamo, trasversale a ogni ceto, colore e lingua. Un fatto assolutamente evidente, eppure non c’è verso di farlo diventare qualcosa che turbi davvero dal profondo le coscienze, le smuova e le sproni a cambiare radicalmente l’andazzo.

La lettera. Di una donna – Una riflessione a partire dalla “lettera di dimissioni” di Cindy Sheehan

Non è un caso che sia una donna, ho pensato dopo aver letto la lettera di Cindy Sheehan. Perché sono pochi gli uomini, a mia memoria, che avrebbero scritto righe così lucide pur nel dolore e nella delusione e avrebbero accettato così pacatamente il limite del corpo, prima che della mente, che dice basta.

La trama è bella, non spezzate il filo – Imola,l’insufficenza dei finanziamenti strangola il centro interculturale di donne “Trama di terre”

Nel centro di Imola, vicinissimo Piazza Matteotti, camminando senza fretta ci si imbatte in un grande portone di legno, aldilà di esso con pochi passi si è nel cortile interno. Al centro un vecchio pozzo e una atmosfera calma, ma basta uno sguardo veloce per capire che dentro si muove operoso un mondo di persone. La vecchia casa signorile, rimessa a nuovo, ospita i locali del Centro interculturale delle donne “Trama di Terre”: al piano terra ci sono le stanze che ospitano gli “uffici” (tra le varie attività l’associazione offre assistenza legale), la biblioteca, la sala riunioni e quella per i corsi di lingue e poi ancora la “cucina abitata”, due locali dove ci si può incontrare, scambiare esperienze e socializzare gustando ricette multietniche. Al secondo piano ci sono invece tre appartamenti, luoghi di “accoglienza abitativa temporanea” come sono chiamati in politichese, che ospitano donne e bambini che non hanno un posto migliore dove stare e che condividono spazi e culture di provenienza diverse.

Nelle foto racchiuso il dolore del mondo – World Press Photo 2006

Su uno sfondo nero, dove risalta solo il rosso del sangue e del disegno del vestito, Samar Hassan urla il suo dolore pochi secondi dopo che le truppe statunitensi hanno sparato e ucciso i suoi genitori a Tal Afar, nell’Iraq del nord. Samar è una bimba a cui restano solo i fratelli, rimasti gravemente feriti nell’accaduto. Pochi passi e incontriamo gli occhi di una madre accasciata a terra, quasi rannicchiata in posizione fetale, mentre guarda con orrore un soldato che colpisce il figlio, presunto saccheggiatore in Togo.

Paolo Rossi e il varietà di guerra. Preventivo

Ha debuttato ieri sera a Roma, al teatro Ambra Jovinelli, il nuovo spettacolo di Paolo Rossi. Il folletto triestino – ma milanese d’adozione – è tornato in scena con la felice maschera del signor Rossi. Dopo la Costituzione Italiana, il signor Rossi – incarnazione dell’italiano medio – è alle prese con la guerra preventiva e gli aspiranti kamikaze che secondo lui lo circondano, lo accerchiano, lo spaventano ovunque, soprattutto alle fermate del tram. Non c’è scampo e dunque ecco “Il signor Rossi contro l’Impero del Male”.

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