Barbara Bonomi Romagnoli | world
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Un mondo più giusto in una tazzina di caffè.

L’illuminazione è sempre inattesa e quando arriva cambia la vita. A Paola Donadoni, 44 anni, è successo mentre andava controvoglia a fare un colloquio di lavoro per un posto che non sentiva suo, lontanissimo dai suoi studi: un’azienda cercava venditori porta a porta di macchine per caffé e lei si chiedeva: «Che senso ha che io, con la mia laurea in lettere, la mia specializzazione in Archivistica alla scuola Vaticana, il mio dottorato in storia, anni di lavoro super specializzato vada a questo colloquio?» Anche la risposta arrivava da sé: «Forse la curiosità di vedere un mondo che non ho mai neanche sfiorato o forse la frustrazione dei mesi passati a cercare uno straccio di lavoro “qualificato”».
Mentre si incamminava, ecco che le appare davanti l’illuminazione: c’è almeno una cosa a cui nessun italiano, neanche travolto dalla crisi, rinuncerà mai: una calda, fumante, profumata, rassicurante tazzina di caffè.

La terra riconquistata dalle donne

Si gira il mondo a piedi, si incontrano migliaia di persone, con molte si scambiano idee e progetti, si raccontano storie e si ascoltano lingue diverse, si assaggiano delizie e cibi mai visti o conosciuti prima. Sono alcune, delle tante ricchezze che si riportano a casa dopo le giornate del Salone del Gusto – Terra Madre 2012 [www.salonedelgusto.it].

Un enorme spazio nel quale è stato possibile trovare un mercato nazionale e internazionale, presidi Slow Food e fra le comunità del cibo quella delle Donne in Cammino di Catanzaro; Laboratori del Gusto e Incontri con l’Autore o con ingegneri agronomi erranti impegnati nella difesa del suolo, come Claude e Lydia Bourguignon; poi, ancora, degustazioni di mieli uniflorali italiani, l’Honey Bar con centinaia di mieli da tutto il mondo, teatri del gusto, percorsi educativi, conferenze, dibattiti. E, nello snodo fra i tre Padiglioni del Salone e l’Oval di Terra Madre, ci sono le cucine di strada una accanto all’altra, le felafel arabe e le piadine romagnole, piccole osterie e una grande enoteca con 1200 etichette delle migliori cantine italiane.

Tante, tantissime le donne protagoniste: cuoche, produttrici, agronome, personal shopper – studentesse della facoltà di Scienze Gastronomiche che hanno accompagnato piccoli gruppi in un percorso fatto di sapori, odori e immagini – le raccoglitrici di sale, le volontarie e le consumatrici curiose di scoprire cose nuove.

Scritto col mio sangue. Storia di una donna che non sapeva essere madre

Intervista a Irene Vilar [ Scritto col mio sangue, Corbaccio editore]

Irene Vilar, portoricana, è solo una studentessa quando conosce e si innamora del suo professore di storia. Lei ha diciassette anni, lui cinquanta. Ha inizio una relazione travolgente e squilibrata che sfocia in un matrimonio impossibile, segnato da contrasti. E da quindici aborti in quindici anni. Lui le impone di non avere figli. Lei è completamente succube, da una parte li desidera, resta incinta, ma non ha la forza di opporsi, di capire cosa vuole. Rinuncia con un atto di violenza estrema. La storia di questo libro ripercorre l’infanzia traumatica di Irene, portoricana in un paese come gli Stati Uniti che pretendono di condizionare la politica demografica del Porto Rico, ed è una storia in cui l’autrice intesse passato, presente e futuro senza soluzione di continuità.

Il Rinascimento delle api – Identità golose 2011

 

Fra protagonisti indiscussi della cucina internazionale e comparse d’ogni età, le api si sono aggirate, con grazia e modestia, nel loro ruolo di spalle indispensabili alla riuscita della kermesse: parliamo di “Identità golose 2011. The international chef congress”. Anche la settima edizione si è tenuta a Milano, centinaia i visitatori, moltissimi i produttori in mostra e di varia provenienza gli chef all’opera con varie prelibatezze, fra pomodori marinati nel miele decorati con sesamo e animelle di vitello messe sottovuoto con birra Moretti e miele di rododendro.

L’isola che c’è – Presentazione del libro “100 giorni sull’isola dei cassintegrati”

Cosa hanno in comune Silvia Sanna (giovane scrittrice, già ex maestra cassintegrata), Alessandra Carnicella (lavoratrice ex Eutelia), Rossella Muroni (direttrice generale Legambiente), Claudia Bernardi (dottoranda della rete Laboratori Precari delle università di Roma) e Samuela Meci (lavoratrice Omsa)? Almeno tre cose.

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