Barbara Bonomi Romagnoli | Fai la cosa giusta – Al via la fiera del consumo critico
176
post-template-default,single,single-post,postid-176,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-1.6.1

Fai la cosa giusta – Al via la fiera del consumo critico

Poco più di dieci anni fa nasceva Terre di mezzo, uno dei primissimi giornali di strada, con l’intento di veicolare una libera informazione sociale e creare opportunità di lavoro per persone senza dimora, migranti e chiunque avesse bisogno di un reddito.

Da allora l’esperimento, voluto da un piccolo gruppo di giornalisti, si è trasformato in una esperienza di vita e lavoro per molti immigrati, soprattutto senegalesi, e oltre al giornale venduto direttamente in strada si sono moltiplicate le iniziative editoriali (tra queste la ormai nota collana libraria Pappamondo, la guida ai ristoranti stranieri di Milano, Roma e Genova; le guide ai viaggi di turismo responsabile e la guida al consumo critico).
Da tre anni Terre di Mezzo organizza anche “Fa’ la cosa giusta”: 8000 metri quadri di esposizione che ospiteranno circa 220 stand e 15 aree tematiche nell’ambito delle quali verranno realizzati laboratori, convegni ed eventi. L’appuntamento con la terza edizione della mostra mercato del consumo critico, sostenibile dalla A alla Z – come ricordano gli organizzatori – è dal 17 al 19 marzo a Milano (per sapere dove andare e conoscere tutto il programma si può consultare www.falacosagiusta.org).
Botteghe del commercio equo e solidale, aziende agricole, operatori del turismo responsabile, produttori di energia rinnovabile, aziende che offrono software libero e telefonia solidale, operatori di servizi di finanza etica e mobilità sostenibile: sono solo alcuni dei protagonisti di questo evento realizzato tra gli altri in collaborazione con SlowFood, Emergency, Banca Etica e Aiab (associazione italiana agricoltura biologica).
L’intento dell’iniziativa non è soltanto quello di offrire una vetrina per i prodotti del commercio equo ma si vorrebbe soprattutto proseguire il lavoro svolto in questi anni di sensibilizzazione ed educazione ad un diverso modo di concepire il “consumo” e tutto ciò che ruota attorno ad esso. Per questo nella giornata iniziale, dedicata interamente agli addetti ai lavori, sono stati invitati oltre 650 studenti delle scuole elementari, medie e superiori della Lombardia. La fiera diventerà così una inedita scuola dell’economia solidale con 14 laboratori didattici e 18 percorsi tematici realizzati da associazioni e cooperative dell’economia solidale e del pacifismo.
Per le nuove generazioni è stato ad esempio organizzato un interessante convegno dal titolo “L’avventura degli orti scolastici. Coltivare in piccolo, pensare in grande”. L’esperienza della coltivazione a scuola, sempre più diffusa in Italia, permette di avvicinare i più giovani ai temi della terra e a un rapporto più intimo e diretto con la natura. Per SlowFood, che ha realizzato diversi progetti nelle scuole, creare una rete di orti scolastici significa anche creare “un luogo in cui l’educazione alimentare e del gusto diventerà il fulcro di una didattica pluri-disciplinare con al centro il lavoro manuale e di gruppo” e soprattutto “i giovani coinvolti in quest’avventura impareranno il rispetto della natura e dei suoi tempi, il concetto di stagionalità, le produzioni agricole locali, l’educazione sensoriale, lo studio del patrimonio gastronomico regionale, la preparazione e l’assaggio dei prodotti dell’orto”.

Un po’ come successe ai Gas (gruppi di acquisto solidale), di cui all’inizio si sapeva e comprendeva poco e via via invece sono aumentati, così i progetti nelle scuole si sono moltiplicati.

A Cesena, ad esempio, è stato promosso un corso pratico per realizzare un orto scolastico o familiare secondo i principi dell’agricoltura sinergica, un metodo di coltivazione elaborato dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip. Si basa sul principio, dimostrato anche da studi microbiologici, che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri residui organici e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi. I prodotti ottenuti con questa pratica hanno una qualità e un sapore diverso ma anche una maggiore resistenza agli agenti che portano malattie.
A Fa’ la cosa giusta si parlerà di tutto questo ma anche di nuovi studi e ricerche che sono stati realizzati sulle tematiche più generali della fiera. Una indagine, a cura dell’Università Cattolica e della Bicocca, fornirà dati e storie inedite su “L’impatto del commercio equo e solidale in Europa e nel terzo mondo”. Mentre il Comieco (Consorzio nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica) ha curato una dettagliata analisi sulle “Abitudini di acquisto degli italiani e sulla loro propensione al cambiamento”.
Tre giorni, dunque, fitti di incontri autogestiti, seminari, workshop, laboratori, presentazione di inchieste e pubblicazioni per dare spazio e visibilità alle attività di migliaia di persone, dalle piccole cooperative alle grandi associazioni, che scelgono uno stile di vita differente, più sano e più rispettoso dell’ambiente.
Tra l’altro, per dare un sapore diverso alla fiera tutta, è stato studiato un progetto di allestimento che prevede il rispetto della regola delle “4 R” ossia ridurre, riusare, riciclare e recuperare prima di distruggere. Oltre quindi a una struttura che potrà essere riutilizzata e che prevede il risparmio energetico, preparatevi a bere solo acqua del rubinetto microfiltrata e a ricevere solo stoviglie e sacchetti biodegradabili al cento per cento, mentre i volontari si occuperanno della raccolta differenziata.
Una regola che potrebbe diventare il soggetto per un cortometraggio, infatti quest’anno “Fa’ la cosa giusta” in collaborazione con il Milano Film Festival ha deciso di lanciare un nuovo concorso di cortometraggi. Potranno partecipare al “FLCG Awards 2006” i video che avranno come tema il consumo critico, la contro-pubblicità, la lotta al consumismo, l’emarginazione sociale, la difesa dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori e il no alla guerra.

E la pace, intesa anche come scelte consapevoli nella vita di tutti i giorni, sarà al centro di una performance teatrale il 18 marzo, la giornata internazionale contro la guerra. Fa’ la cosa giusta con il sostegno della provincia di Milano e la collaborazione, tra gli altri di Rete Lilliput e Basta Guerra e Teatro dell’Oppresso organizza “Il mercato va alla guerra. Economia di pace come azione nonviolenta”. Un altro modo per dire no a tutte le guerre, in tutte le lingue del mondo.


pubblicato su Liberazione, www.liberazione.it

Barbara Bonomi Romagnoli
barb.bbr@gmail.com
No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi