Il rapporto Unfpa. Come stanno e cosa sognano le bambine di 10 anni

Dieci anni, dieci bambine, dieci storie. Perché il nostro futuro dipende proprio dalle bambine di questa età: è da questo assunto che prende avvio il nuovo rapporto Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione) sullo stato di salute della popolazione mondiale. Le stime demografiche ci dicono che il numero di bambini e bambine che hanno compiuto 10 anni ha raggiunto i 125 milioni, di cui poco più di 60 milioni sono femmine e 65 sono maschi. È uno dei gruppi di popolazione più numerosi della storia dell’umanità. E sono loro i protagonisti della cosiddetta «generazione degli obiettivi sostenibili» prefissati dalle Nazioni Unite: eliminazione della povertà; salute e benessere per tutti; istruzione di qualità, parità di genere e riduzione delle disuguaglianze; lotta ai cambiamenti climatici; soprattutto, pace e giustizia.

Se possibile, sono obiettivi da raggiungere entro il 2030, quando le bambine e i bambini saranno divenute persone adulte ed entreranno a pieno titolo nella loro vita. Ad oggi, invece, le bambine sono, ancora, a livello globale e in diversi ambiti in una posizione svantaggiata rispetto ai loro coetanei, come è emerso anche dai rapporti pubblicati per la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze: hanno minor accesso ai servizi per la salute, sia fisica che mentale; spesso la loro infanzia finisce con un matrimonio o con una gravidanza. Non solo, in media un bambino/a di 10 anni vive in un Paese in via di sviluppo. Circa 9 su 10, l’89 percento, vivono fra l’Asia e il Pacifico, la maggior parte in Cina e in India. In quasi tutte le nazioni ci sono circa 105 bambini ogni 100 bambine. Spesso la differenza è dettata dalla preferenza per il figlio maschio, con una discriminazione nei confronti delle bambine che comincia addirittura prima della nascita (sotto forma di selezione del sesso) e continua (sotto forma di pratiche discriminatorie che aumentano la mortalità delle bambine). Dei circa 60 milioni di bambini di 10 anni che sono al mondo, circa 35 milioni vivono infatti in Paesi in cui i livelli di disuguaglianza tra i generi, misurati con l’Indice delle diseguaglianze di genere, sono più forti.

Nonostante tutto questo, il futuro è rappresentato da loro e la società attuale fatica a intercettare i loro desideri e bisogni, mancano dati precisi su di loro e sulla loro vita e quando ci sono questi dati si perdono nelle crepe del sistema di raccoglimento dei database nazionali e internazionali. Ma sappiamo con certezza che, se in alcune parti del mondo una bambina di 10 anni ha infinite possibilità di fronte a sé, in altre parti del mondo il suo orizzonte si restringe. Raggiunta la pubertà, il suo cammino viene ostacolato da una fatale combinazione di parenti, membri della comunità, norme sociali e culturali, istituzioni e leggi discriminatorie. «A 10 anni, potrebbe diventare una proprietà, un oggetto che può essere venduto e comprato. A 10 anni, potrebbe non avere alcuna voce in capitolo su decisioni che riguardano la sua vita. A 10 anni, il futuro non le appartiene più. Sono gli altri a decidere per lei», ricorda Osotimehin Babatunde, direttore Unfpa.

Mandare in pezzi il potenziale anche solo di una bambina è una sconfitta per tutti noi. Per questo Unfpa quest’anno ha deciso di lanciare un progetto che va oltre la semplice fotografia dell’esistente: l’idea è di seguire la vita di dieci bambine di diversa provenienza, ascoltandole sulle loro speranze, i loro sogni, la loro idea di un mondo. Capire soprattutto cosa accadrà nelle loro vite, cosa davvero funziona o meno nei programmi di sviluppo e soprattutto se l’Agenda 2030 sarà un successo, un fallimento o una sfida difficile da perseguire. Un progetto ambizioso per non lasciare indietro nessuna, affinché tutte possano godere presto e pienamente dei loro diritti umani e del loro benessere, esplorando tutte le possibilità che si aprono davanti a loro e sapendo che anche alle loro figlie, quando avranno 10 anni, sarà garantita la stessa esperienza. Il rapporto Unfpa verrà presentato in contemporanea mondiale il 20 ottobre, in oltre 100 città nel mondo tra cui Londra, Parigi, Washington, New York, Bangkok, Johannesburg, Città del Messico, Madrid Ginevra, Stoccolma, Berlino e a Roma con un evento organizzato da Aidos, Associazione italiana donne per lo sviluppo.

Pubblicato su CorriereLa27Ora

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