Barbara Bonomi Romagnoli | Pink Bee Revolution
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Nei mie libri la musica è un canto collettivo – intervista a Léonora Miano

Léonora Miano ha una presenza avvolgente, qualcosa che ti rapisce mentre la guardi parlare. Nata a Douala in Camerun nel 1973, vive da alcuni anni a Parigi e ha scritto già trenta romanzi, anche se ne sono stati pubblicati solo tre. Il francese è la sua lingua madre e la Francia una sorta di seconda casa, o come dice lei “una tradizione di famiglia, anche mio padre che è farmacista venne a studiare qui e in casa abbiamo parlato sempre francese”. Il suo romanzo d’esordio “Notte dentro” – giudicato dalla rivista francese “Lire” come migliore opera prima del 2005 – ha vinto numerosi premi letterari tra cui il Premio Grinzane Cavour 2008 nella sezione Giovane Autore Esordiente. È tornata in Italia a presentare il suo secondo romanzo “I contorni dell’alba” di recente tradotto sempre da Epoché, casa editrice specializzata in testi delle letterature dell’Africa australe e mediterranea, dei Caraibi, dell’Oceano Pacifico e del Medioriente.

Ragazzi riprendetevi il futuro, il paradiso in terra esiste – intervista a Teresa De Sio

Teresa De Sio non ha dubbi: nel vedere l’onda anomala degli studenti riempire piazze e palazzi ha pensato che possa esistere «’o paraviso ‘n terra», sì proprio quel paradiso di cui parla nell’ultimo singolo appena uscito nella riedizione dell’album «Sacco e Fuoco» [Edel, album doppio, 16 euro], con registrazioni di live acustici per Radio Lifegate e Radio Popolare.

Quante trame sul tappeto – Seh Zan, il cinema persiano al Medfilmfestival

Tre donne: una nonna, una madre, una figlia. Tre generazioni che raccontano l’Iran di oggi tra tradizione e modernità, insieme a loro il tappeto, simbolo di un antico patrimonio culturale in trasformazione e un viaggio che da Teheran arriva alle regioni desertiche di questo grande paese, per riportare a casa la più piccola in fuga.

È questo il tema scelto da Manijeh Hekmat, una delle registe più interessanti nel panorama del cinema iraniano degli ultimi decenni, per il suo secondo lungometraggio Seh Zan [3 Women] presentato alla XIV edizione del Medfilmfestival di Roma. Hekmat, come sceneggiatrice e aiuto regista ha lavorato in oltre venticinque film, tra i quali The Girl in the Sneakers, film tedesco ambientato nel Kurdistan iraniano.

Sfidare gli oppressori con la compassione – intervista ad Alan Clements

Non lesina parole, ha voglia di raccontare e lo fa con pacatezza e passione assieme. Alan Clements è un giornalista statunitense e non ha ancora chiaro il perché sia diventato monaco buddista. A distanza di trent’anni dalla sua scelta è sicuro che allora, negli anni Settanta, ovunque si girasse vedeva “solo guerre, genocidi, stupri e degrado. Politici che non facevano che mentire, interessi societari programmati solo per rispondere alle necessità di alcune lobby. Mi sentivo un alieno, tutto questo non mi apparteneva. Se non fossi stato così attento a quello che mi accadeva intorno probabilmente sarei diventato anche io così, avrei vissuto a Washington, con due figli e un garage, magari sarei diventato anche un diplomatico…”.

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