Barbara Bonomi Romagnoli | Pink Bee Revolution
1002
home,paged,page-template,page-template-blog-standard,page-template-blog-standard-php,page,page-id-1002,paged-20,page-paged-20,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-1.6.1

Abigail. Una storia vera – intervista a Chris Abani

Chris Abani parla di sé e del suo lavoro con pacatezza, passione e un pizzico di compiacimento. Ha girato l’Italia per presentare il suo ultimo libro tradotto in Italia, “Abigail. Una storia vera” (Fanucci editore, pag. 144, 13 euro), dove ancora una volta conferma la sua capacità di guardare il mondo attraverso gli occhi di un’adolescente. Ma anche con lo sguardo di una giovane donna che cerca la sua identità in un conflitto serrato con la madre scomparsa e un padre che in lei rivede la donna amata morta di parto. Una storia scritta anche sul corpo della protagonista, costretta a subire diverse violenze, in alcuni casi estremamente feroci e disumane. 

Tra differenze e scambi di genere – scritto in collaborazione con Rosa Saugella

Non è facile “fare una mappa” dei femminismi italiani, sostiene Rossana Rossanda in un articolo su Il manifesto del 31 marzo, ma è possibile individuare due “principali posizioni rispetto al fare politico”. Sostiene Rossanda che “l’una vede nel conflitto fra i sessi una costante metastorica, o quanto meno originaria, irrisolta quanto più introiettata senza esplicitazione; […] e finché tale resta, il conflitto non conscio di sé mutila e conforma l’uno e l’altro sesso, reciprocamente confusi, dolenti. […] La seconda posizione, all’inizio derivata da Luce Irigaray, vede più che il conflitto – il conflitto è comunque un rapporto – un’eteronomia dei sessi che darebbe luogo, fra natura e storia, a una differenza insorpassabile”. Le due posizioni lucidamente colte da Rossanda sono presenti nel femminismo italiano da lungo tempo, da quando già negli anni Settanta Carla Lonzi criticava l’uguaglianza formale tra donne e uomini e riteneva invece necessario affermare la disuguaglianza e differenza esistenziale tra i due sessi per smascherare il modello patriarcale, causa dell’oppressione reale delle donne.

Di pari diritti – scritto in collaborazione con Rosa Saugella

“Razzismo e sessismo sono sistemi interconnessi di dominio che si rafforzano e si sostengono a vicenda”, scrive Bell Hooks, femminista e scrittrice statunitense, in uno dei suoi testi più noti “Elogio del margine. Razza, sesso e mercato culturale”, dove mettendo insieme discorso di genere e di razza l’autrice critica i tradizionali schemi sulle appartenenze e identità sessuali.

C’era una volta il consultorio – scritto in collaborazione con Rosa Saugella

La notte del 21 febbraio scorso con una azione di attacchinaggio sono comparse donne di carta sui muri dei consultori di Bologna, in  via Sant’Isaia, via Montebello, via Tiarini, Pilastro, S.Orsola e in alcuni punti sparsi per la città ma di grande visibilità o importanza simbolica come Porta Mascarella, Porta Santo Stefano, l’ex Maternità di Via D’Azeglio.

Come lo vuoi il consultorio? Campagna nazionale Sinistra Arcobaleno

Dopo decenni di torpore e di pochissima attenzione da parte delle istituzioni sono tornati in auge i consultori. Purtroppo non per rimetterli al centro di politiche che garantiscano l’autodeterminazione delle donne, ma al contrario perché negli ultimi anni sono stati sempre più attaccati, svuotati di senso, privati di risorse o invasi dalle forze conservatrici, che con i loro movimenti per la vita tentano in qualunque modo di decidere su e per le donne. Ma c’è un vasto mondo di associazioni e movimenti delle donne che sono attivi invece da anni nei territori per mantenere intatto lo spirito che aveva animato la legge che trent’anni fa li aveva istituiti.

Questo giorno ci ha R8 – scritto in collaborazione con Rosa Saugella

Verrebbe da non crederci, eppure c’è chi ha preso molto sul serio l’iniziativa di Giuliano Ferrara. Il consiglio comunale di Chioggia lo scorso 8 febbraio ha approvato la moratoria contro l’aborto con una mozione in cui c’è scritto che l’aborto è “omicidio premeditato” e che il Comune aderisce alla campagna per “intaccare” la legge 194. Il tutto deciso in un consiglio comunale “riunito alle 3 del mattino per votare una mozione che invece di restituire dignità e strumenti di intervento ai malfinanziati consultori e difenderne la laicità, escogitare dispositivi di difesa di una legge voluta dal 70% degli italiani, mira ad offendere e condannare le donne”, come raccontano le donne dell’assemblea di Venezia e Mestre (www.vengoprima.noblogs.org).

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi