Barbara Bonomi Romagnoli | equo
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Un mondo più giusto in una tazzina di caffè.

L’illuminazione è sempre inattesa e quando arriva cambia la vita. A Paola Donadoni, 44 anni, è successo mentre andava controvoglia a fare un colloquio di lavoro per un posto che non sentiva suo, lontanissimo dai suoi studi: un’azienda cercava venditori porta a porta di macchine per caffé e lei si chiedeva: «Che senso ha che io, con la mia laurea in lettere, la mia specializzazione in Archivistica alla scuola Vaticana, il mio dottorato in storia, anni di lavoro super specializzato vada a questo colloquio?» Anche la risposta arrivava da sé: «Forse la curiosità di vedere un mondo che non ho mai neanche sfiorato o forse la frustrazione dei mesi passati a cercare uno straccio di lavoro “qualificato”».
Mentre si incamminava, ecco che le appare davanti l’illuminazione: c’è almeno una cosa a cui nessun italiano, neanche travolto dalla crisi, rinuncerà mai: una calda, fumante, profumata, rassicurante tazzina di caffè.

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