Barbara Bonomi Romagnoli | femminicidio
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25 novembre: Scioperiamo. Per fermare la Cultura della violenza – Adesioni all’appello

Per aderire mandare mail con nome e città a scioperodonne2013@gmail.com

Lo sciopero si articolerà  su tre azioni congiunte e/o separate (l’una non esclude le altre).
1.       Lenzuola e/o pezzi di stoffa rossi esposti dai balconi e/o
dalle finestre
2.       15 minuti di silenzio, in piedi, interrompendo qualunque
attività di lavoro si stia svolgendo
3.       Manifestazioni territoriali di piazza organizzate localmente
(con eventuale corteo)

[qui il testo dell’appello http://www.barbararomagnoli.info/scioperiamo-per-fermare-la-cultura-della-violenza/]

Qui le adesioni in continuo aggiornamento

Monica Lanfranco, giornalista femminista, formatrice sui temi della differenza di genere, direttrice di “Marea”; Vanna Palumbo, giornalista, Roma; Marilù Mastrogiovanni, giornalista, direttrice “Il Tacco d’Italia”, Lecce; Piera Cavini; Maria Grazia Del Bene; Corina Guart; Barbara Pedron, giornalista “Intimità”; Laura Barsottini; Tiziana Bartolini, giornalista, direttrice “Noi Donne”, Roma; Liana Borghi; Silvia Acquistapace; Luisa Laurelli, comitato garanzia “Casa internazionale delle donne” di Roma, redattrice “Turboarte”; Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice, autrice e conduttrice radiofonica; Stefania Incagnoli; Daniele Barbieri, Imola;

Iacona: violenza alle donne, questione politica

Riccardo Iacona non ha bisogno di presentazioni, è un giornalista conosciuto per il suo impegno civile e ammette con franchezza: “la notorietà sta giocando a mio favore”. Infatti, sul suo ultimo libro Se questi sono gli uomini. Italia 2012 La strage delle donne (2012, Chiarelettere) si sono accesi riflettori che mai si erano posati su altre e altri che da anni denunciano la stessa storia. Ovvero donne ammazzate in quanto donne, in una sola parola: femminicidio. Iacona ha scritto un libro puntuale, preciso, che non scade nel dettaglio morboso. Ricostruisce le storie, cerca i fili rossi che uniscono i diversi omicidi, intervista familiari e vicini di casa, entra nelle case perché è in questi luoghi che la violenza si manifesta con maggiore frequenza. Una violenza, vale la pena ripeterlo, che ha molti volti, perché prima di arrivare alla morte ci sono vessazioni e pressioni psicologiche, spintoni e urla.

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